1969, La ballata di Mario Palla (canzone)

Un giorno un impiegato
di nome Mario Palla
essendosi stufato
di fare l’impiegato,
con grande decisione
lasciò la scrivania
per darsi con passione
alla filosofia
Questa è la favola di Mario Palla
e non si sa se sia vera o fasulla
tutte le zucche restano a galla
e se fra loro c’è un sasso rotondo
staranno a galla, ma il sasso va a fondo.
Studiava giorno e notte
Sudando sulle pagine
E per far come Diogene,
viveva in una botte;
e infine, un bel mattino,
sentendosi ispirato,
si mise al tavolino
e scrisse un gran trattato
Sembrò dapprima una cosa assai bella
la teoria del filosofo Palla
era filosofo, ma non sapeva
che, molto spesso, assai male si trova
chi lascia la vecchia per fare la nuova.
Disse che le sciagure
girano intorno al mondo
facendo un girotondo
intorno all’Equatore:
i mali non son tanti,
ma il vero gran malanno
è che ogni giro che fanno
ci passano davanti
Con quest’altissima dissertazione
Destò la pubblica ammirazione,
se vuoi star bene non fare il gradasso,
e se cammini fa’ sempre attenzione
d’aver la gamba più lunga del passo.

Il palla fu acclamato
filosofo immortale
che avrebbe cancellato
dal mondo tutto il male
riscosse grande alloro
con la sua teoria
ebbe il “somaro d’oro”
per la filosofia
Poi tutti quanti lo preser d’assedio
Che, dopo il male, dicesse il rimedio,
la sua risposta fu molto modesta
“Un gran rimedio non c’è perché, in fondo,
il male esiste dacché esiste il mondo”.
Dopo d’aver sognato
la pace duratura
ciascuno fu indignato
per questa fregatura;
quel pomeriggio stesso
gli fecero il processo
e, come un imbroglione,
lo misero in prigione.
Questa è la favola di Mario Palla,
che finì i giorni dentro una cella,
maledicendo la filosofia,
favola vera o fasulla che sia,
dite la vostra, che ho detto la mia

Ingegnere, scrittore…