ANNO 2000 – G8

Si sono riuniti “i grandi”: C’erano tutti, in rappresentanza di tutti i continenti, dall’America alla Russia, dal Giappone al Canada. E c’erano anche i rappresentanti dei paesi del terzo mondo.

E allora che dobbiamo pensare: che le classi di potere di tutto il mondo si siano messe d’accordo per prenderci in giro,  tutte insieme, indipendentemente dalle provenienze e dalle tradizioni ideologiche?
Supponiamo per assurdo che sia così: che tutti i potenti del mondo abbiano architettato la diabolica aristocrazia che sfruttando i poveri ed i diseredati privilegi gli interessi dei grandi.
Ma ora non stiamo parlando di sfruttamento di molti a favore di pochi: ora stiamo parlando di futuro del nostro mondo,  di possibili tragiche involuzioni che potrebbero coinvolgere l’uomo, i nostri figli ed i nostri nipoti, non come individui appartenenti con più o meno fortuna ad una classe sociale, ad una nazione, ad una schiera politica, ma come appartenenti alla umanità.
A questo livello i figli miei, quelli del presidente degli Stati Uniti e quelli dell’ultimo diseredato del terzo mondo valgono esattamente lo stesso e potranno usufruire o non usufruire degli stessi privilegi o patire le stesse sciagure!
Allora penso che questi “grandi”,  probabilmente, che avranno anche loro figli e nipoti, stavano facendo sul serio, quando parlavano dei grandi problemi e delle possibili soluzioni, ma sul serio seriamente, non a chiacchiere: quando si vogliono fare dei grandi cambiamenti si rompono anche dei grandi equilibri e credo che i “grandi”, necessariamente, forse spietatamente, non possono ignorare questo aspetto.
Abbiamo assistito alle facili ideologie che predicavano di togliere ai ricchi per dare ai poveri. Altrettanto facili di quelle che oggi toglierebbero ai potenti per dare ai sottosviluppati: hanno fallito allora, come probabilmente fallirebbero oggi: erano facili e sicuramente demagogiche  teorie allora come lo sono oggi.
Il dubbio è che, dietro alle facili e demagogiche ideologie, che si rivolgono a gente facilmente attaccabile,  ci sia la bieca  mira di chi, strumentalizzando le miserie umane, abbia come fine di destabilizzare per arraffare a sua volta potere.
Gente facilmente attaccabile: chi sono questi ragazzi che con la testa resa anonima da un passamontagna assaltano, distruggono, sfasciano tutto… che cosa pensano, in quei momenti… ed anche prima… lo sanno di che cosa si sta parlando, in quel momento, dietro i tavoli dei “grandi”?
Io penso che le masse anonime (non i cervelli) sono poveracci, che si esaltano di quei momenti che gli danno l’ebbrezza di sentirsi protagonisti, mentre non si rendono conto di essere delle povere pedine; questi, nella massa, sono gli stessi che sfasciano i sedili degli stadi e si ammazzano tra loro per i colori di una squadra di calcio; sono poveracci a caccia di un ideale che possa giustificargli la loro violenza repressa da mille frustrazioni. Ma costituiscono, insieme, una forza enorme, facilmente manovrabile da bande di abili, esperti manipolatori di debolezze umane.
Questo per me è un almeno altrettanto vero, perverso, spietato sfruttamento.

(Non sapevo ancora che “quel” G8 si sarebbe  poi concluso tragicamente)

Ingegnere, scrittore…